MARIO CESARI

Nasce a Venezia e lì inizia a lavorare il metallo.

Da Lauro Vianello impara la costruzione del gioiello e la fusione in osso di seppia, apre una bottega e cofonda la SOV (Società Orafa Veneziana). 

Viaggia unendo lo studio al lavoro: a Stockholm, a London (Membro della Goldsmiths’Hall), dove divide lo studio/bottega di Paolo Lurati a Camden Lock e dove impara a forgiare a caldo e a cesellare. A Kathmandu, invitato da un orafo nepalese, impara la fusione in sabbia e altre tecniche nepalesi tradizionali.  Insegna oreficeria all’istituo professionale Cirene di Rimini e per molti anni collabora ai corsi estivi a Cortona dell’Università della Georgia (UGA) che poi lo invita ad Athens, come visiting artist nel 1999. In Italia mancava un buon testo pratico così ha tradotto per la Hoepli di Milano “Metalwork and enamelling” di H. Maryon col titolo “La lavorazione dei metalli”.

A Murlo, vicino a Siena, studia la granulazione e altre antiche tecniche etrusche. 

Con un amico fabbro impara la saldatura per bollitura e a fare l’acciaio damasco. Dall’allieva di un suo corso impara il Kum-boo.

Negli anni partecipa a mostre, realizza repliche di strumenti scientifici per musei.

Oltre a fare oggetti, attualmente  scrive, ricerca e segue il sito che ha creato sulla lavorazione del metallo: www.pennabilli.org. 

STATEMENT

Lavoro da solo senza macchinari, uso solo strumenti manuali e impiego le tecniche classiche, cesello, fusione, forgiatura, incisione ecc.  Uso argento e oro, rame e ottone, ferro e acciaio, legni duri a grana fine come bosso e pero. Ogni mio oggetto è un pezzo unico che non rincorre alcuna moda e non si richiama a stili particolari se non allo stile, senza tempo, di un artigiano che cerca di armonizzare estetica e funzionalità. 

Faccio oggetti che mi piacciono, che userei (o uso) con piacere.  Non amo a rifare cose già fatte, ci sono troppe cose nuove da fare. Di solito lavoro piccole serie, non credo possibile disegnare e realizzare l’oggetto perfetto, non migliorabile; non esiste il meglio assoluto, c’è sempre una linea che può essere cambiata, un particolare che può essere diverso, l’uso che suggerisce un cambiamento ecc. 

 

GIANNINI PIERPAOLO

A disposizione di chi vuole mettersi  in gioco con terra e fuoco

di Berta Rojas

 

È nato a Ravenna nella città bizantina per eccellenza ma lavora a San Leo, nella terra in cui vissero e da cui si avviarono alla conquista dell’allora universo-mondo i Signori della dinastia dei Montefeltro. Ed è dalla storia che trae spunti espressivi e conforto per guardare ad un futuro dove l’arte ceramica purtroppo si va facendo d’elite, per farla tornare ad essere ciò che era un tempo, quando rappresentava non l’arte né la disciplina ma la necessità. E’ anche questa la ragione per la quale Pierpaolo Giannini dedica molta parte della sua attività all’insegnamento, tenendo lezioni anche fuori dal suo laboratorio, dove porta con sé la necessaria strumentazione da lui appositamente ideata. Insegna le varie tecniche di manipolazione, lavorazione al tornio, smaltatura, pittura e cottura e tiene appositi corsi per l’apprendimento della tecnica raku, verso la quale ha da sempre un’attrazione particolare, capace com’è di entusiasmare. Il suo motto è: “Dalla preparazione dei manufatti in ceramica si tocca con mano il significato della creazione ad opera di ciascuno e ciò regala grande gioia”. Per questo si pone come artista al servizio degli altri e si presta a spiegare i segreti di una tanto antica quanto affascinante abilità manuale.

Pierpaolo Giannini oggi si divide tra pittura e scultura ceramica, percorrendo sempre il sentiero della ricerca. La sua è un’incessante indagine, dettata dal bisogno di riscoprire l’arte antica per reinventarla e riadattarla alle suggestioni contemporanee. La possanza e l’incisività di questa terra, coi suoi monti, austeri e protettivi, e il fiume, che è sì calmo e diligente ma è anche capace di essere volitivo e dirompente, lo ha influenzato molto rendendo la produzione dell’ultimo periodo più pervasiva e più forte nell’impronta estetica personale. 

Schivo e umile non svela le sue passioni e neppure le altre espressioni del suo talento artistico, come quella musicale, ma questi caratteri della sua personalità gli hanno permesso di mettersi a disposizione di tanti artisti che sono passati e continuano a frequentare la sua bottega. Primo fra tutti Tonino Guerra. Un altro artista è Luigi Serafini, autore del Codex Seraphinianus e forte il sodalizio con .lo scultore Nicola Cucchiaro.

Nell’ambito della sua produzione c’è uno spazio che definisce “arte utile” in cui hanno un ruolo importante le Ceramiche per Locali ad Arte, nate per le strutture ricettive a cui vengono personalizzate. Tra queste La Sangiovesa di Santarcangelo di R., La Sangiovesa al mare di Rimini, l’Agriturismo Il Raggio di Savignano di Rigo, La Grotta a Pietracuta di San Leo, La Gradisca di Bergamo Alta, Terrae di Romagna a Treviso. 

 

 

ANTICA STAMPERIA CARPEGNA

Antica Stamperia Carpegna da 10 anni ha rispolverato gli stampi le tecniche e i segreti di una tradizione di Famiglia tramandata per sei generazioni, infatti le origini della stamperia risalgono agli inizi del 800. Da due secoli quindi si stampa a mano su tela utilizzando il tradizionale colore ruggine, il frutto di una ntica alchimia dove gli ingredienti sono aceto di vino, farina di grano e ferri arrugginiti. In questa bottega oltre la stampa a mano su tela con il colore ruggine, si praticava la tintura delle lane e dei filati in canapa, cotone e lino e fino al dopoguerra la lavorazione del panno di lana per la produzione di mantelli e cappotti.

Oggi come allora il decoro dei tessuti è rimasto invariato, la tecnica di stampa è quella Xilografica (dal greco x lon, “legno” e gráphein, “scrivere”) lo stampo di legno intagliato a mano viene intinto in tutti i suoi punti di rilievo, posizionato sul tessuto e percosso con il pesante mazzuolo. Dopo la stampa l’asciugatura al sole e il fissaggio con il “Ranno” (acqua e cenere, antica tecnica per il lavaggio della biancheria). A questo punto resistente nel tempo e a tutti i tipi di lavaggio. Con lo stesso procedimento è possibile stampare i tessuti nelle tonalità del Verde, Rosso, Blu e Giallo.

Visitando la Bottega si possono ammirare oltre mille fantasie diverse che segnano il passaggio delle generazioni, motivi floreali, pittorici e tradizionali che testimoniano una religiosità popolare come la classica icona di S. Antonio Abate, protettore degli animali domestici, un tempo stampato sulle coperte dei buoi.

Antichissimi stampi con fantasie ornamentali e cashmere, riportano invece alla mente quella che era la stampa a mano su tela praticata in tutt’Europa nella prima metà dell’ottocento dietro la scia William Morris e dell’ “Arts and Crafts”. Numerosi sono gli elementi grafici derivati da merletti, ricami e broccati, passando poi per un susseguirsi di stili: Classico, Liberty, “Art decò”, astratti e cubisti degli anni trenta. Interessante è ammirare alcune matrici anni ’50 ’70 usate per la stampa di articoli promozionali aziendali dell’epoca, sorpassati dopo pochi anni dalla serigrafia e della stampa digitale. Questa antica tecnica di stampa xilografica è stata ripresa da diverse aziende che vogliono trasmettere la qualità e la tradizione del Made in Italy.

Oggi con i disegni disponibili e le 15 tonalità di colore si stampano articoli da cucina, tovagliati, set da bagno, tendaggi, lenzuola, coperte da letto, bomboniere, foulard di seta e piccoli articoli da regalo. Per verificare l’originalità di ogni prodotto stampato a mano oltre alle sfumature e irregolarità date dal lavoro artigianale si deve notare la penetrazione del colore anche sul rovescio del tessuto.

Dal 2008 Antica Stamperia Carpegna gode del marchio M.E.A. (marche eccellenza artigiana) questo identifica i prodotti fatti nel territorio, seguendo la tradizione e con materiali di qualità, secondo specifici disciplinari di produzione.

Inoltre la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura Pesaro Urbino ha rilasciato l’attestato di benemerenza a Francioni Emanuele per l’imprenditoria giovanile, disegno tessile e stampe a mano su tela, in occasione del Concorso per la Premiazione della Fedeltà al Lavoro e dello Sviluppo Economico Anno 2010.

 

ACUNI PARTECIPANTI AL WORKSHOP DI STAMPA DEI TESSUTI

ALESSANDRO LION, DORATORE STUCCATORE

Sandro Lion impara il mestiere di doratore a bottega, studia decorazione e, nei primi corsi UNESCO a Venezia, stuccatura. Applica la sua tecnica al vetro per ottenere specchi d'oro e d'argento riflettenti e trasparenti. Ha numerose mostre al suo attivo. 

 
 

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Suoni Montefeltro - Giampiero
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