MOLINO DEL GOBBO

   3 Bedroom       3 Bathroom

Ho comprato il  Molino del Gobbo nell’agosto del 1981 quando l’idea rivoluzionaria della comune nata nel mitico 68 aveva lasciato il posto a quella piccolo-borghese della casa di campagna dove trascorrere il weekend. Laureato da poco e senza soldi avevo coinvolto nell’avventura un amico non vedente che lavorava con me al Talassoterapico di Rimini. Io sarei stato i suoi occhi, cosa che facevo così bene(spiegandogli i lavori di ristrutturazione della casa) che quando veniva qualche ospite era lui a illustrarli così dettagliatamente che quasi nessuno capiva il suo handicap. Era stata mia madre, in occasione di un soggiorno climatico a Sant’Agata Feltria a dirmi che un mediatore locale le aveva parlato di un vecchio mulino in vendita. Me ne ero innamorato a prima vista, anche se era ridotto a un rudere abbandonato da tempo. Ma non avevo fretta né i soldi per ristrutturarlo in tempi rapidi e il mio socio mi aveva rassicurato dicendomi che il padre pensionato era un abile muratore. In realtà non sapeva neanche cosa fosse il cemento, cosa che io dovetti imparare in fretta per non morire soffocato dalla vegetazione che cresceva attorno alla casa a mo’di giungla. Così, alla faccia della idea originaria del totale rispetto della natura, ho dovuto cominciare a cementificare la parte esterna della casa diventando un esperto di muretti di contenimento, strade, gradini, tavoli, laghi e spiazzi. Un fiume di cemento abbellito da sassi di fiume scelti dal sottoscritto uno ad uno nel greto del fiume Marecchia. Con un risultato estetico sempre più evidente, al punto di convincermi di una mia indole artistica plastica, tale da rendere piacevole l’enorme lavoro fatto in un crescendo di fatica, conoscenza, esperienza e gioia. Un mix unico cui mancavano solo l’amore e la filosofia. L’amore l’ho trovato con Rosana, la compagna grazie alla quale il Molino del Gobbo è diventato non solo la casa della nostra vita, ma anche un B&B di cui è musa ispiratrice e gestrice. La filosofia, ultima arrivata, è quella del Otium del Montefeltro, ozio creativo che sa unire lo sforzo fisico alla pace interiore, il peso dei sassi alla leggerezza dei pensieri, la massa solida della costruzione alla etereità della contemplazione. Sensazioni apparentemente contradittorie ma in realtà assolutamente coerente e consequenziale: la forza muscolare creatrice di forme e volumi estetici; i profumi che ti circondano; il contatto con la materia; il rumore del lavoro e il silenzio del  tempo. E dopo è arrivato nostro figlio  Julio Cesar.

 

 

 

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