PALAZZO DEI PRINCIPI CARPEGNA

Il Palazzo

Al centro della cittadina di Carpegna sorge il maestoso Palazzo dei Principi Carpegna Gabrielli Falconieri, sontuosa dimora secentesca che s'afferma sul circostante abitato in tutta la sua imponente mole.

Edificato per volere del Cardinal Gaspare di Carpegna (1625-1714) con l'intento di fornire alla famiglia una degna e più moderna dimora in sostituzione all'avita rocca antica che a quel tempo dominava, dalla posizione strategica delle pendici del Monte Carpegna, l'intero abitato del paese.

La monumentale residenza della famiglia cominciò la sua lunga genesi costruttiva, che durerà all'incirca vent'anni, nel 1674 quando ebbe inizio l'escavazione delle fondamenta.

Per l'edificazione di questo superbo palazzo, che sarà realizzato in parte con il materiale recuperato dalla demolizione dell'antica Rocca, fu incaricato l'architetto romano Giovanni Antonio De' Rossi che ne delineò le forme ispirandosi al modello delle ville-fortezza di matrice tosco-laziale.

 

Tra il 1690 ed il 1692 furono eseguite le opere di rifinitura interna ed esterna e, nel giugno del 1695, la direzione dei lavori passò da Giovanni Antonio De' Rossi, che morirà quattro mesi più tardi, ad Antonio Bufalini che seguì il progetto del predecessore attuando varianti sostanziali nella zona del parco retrostante, in particolare modificò le linee architettoniche della grande vasca addossata alla parete di fondo del giardino. Nel 1696 la splendida dimora poteva considerarsi conclusa.

L'edificio rimasto praticamente intatto, nelle sue forme e negli arredi che adornano le sale, dal Seicento ad oggi, si sviluppa su più piani collegati tra loro da un monumentale scalone e da delle piccole scalette di servizio.

 

Il piano seminterrato, al quale si accede da un ingresso posto sul piano della strada, in asse con il monumentale portale d'ingresso servito da due rampe di scale  munite di un'elegante balaustra in pietra, ospita ancora gli ambienti di servizio della dimora, le scuderie e le grandi cucine; il primo piano si sviluppa attorno ad un grande atrio di rappresentanza, al quale si accede sia dallo scalone monumentale a due rampe posto sulla facciata principale, che dal lato del giardino ove, grazie alla presenza di una grande rampa, era possibile accedere all'interno della dimora direttamente con le carrozze. Tra gli ambienti che si sviluppano attorno all'atrio merita un'attenzione particolare la cappella, ancora utilizzata durante determinate occasioni dalla famiglia, che presenta ancora l'arredamento e le suppellettili originali.

 

Il secondo piano, il vero e proprio "piano di rappresentanza" del palazzo, è ordinato attorno ad un grande salone d'onore a doppia altezza, la cosiddetta "Sala del trono", attorno al quale si dispiegano una serie di sale dove trovano posto la biblioteca-archivio, la sala da pranzo, la sala verde (con ritratti di personaggi della famiglia) e la sala gialla arricchita da un prezioso mobilio dorato in stile settecentesco, d'origine napoletana, qui sistemato nella prima metà del Novecento per volere dalla Principessa Anna di Carpegna Falconieri, nata dei Duchi Giusso del Galdo.

Il palazzo nei secoli fu teatro di svariati avvenimenti, tra questi la battaglia che intercorse nel 1786 tra il brigante Mason dla Blona (Tommaso Rinaldini detto dell'Isabellona), che si era rifugiato all'interno della dimora, e le truppe pontificie e la mirabile operazione di Salvataggio di opere d'arte effettuata dal Soprintendente Pasquale Rotondi, che scelse il palazzo e la vicina Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro quali siti ove concentrare numerosi tesori d'arte provenienti dai più importanti musei italiani, come le Gallerie dell'Accademia di Venezia, per preservarli dalle ingiurie belliche durante la Seconda Guerra Mondiale.

Questa splendida dimora dalle forme monumentali, che tanto impressionò l'Archiatra di Papa Clemente XI Albani, Giovanni Maria Lancisi, che lo definì in una sua relazione del 1705  come una "...fabbrica ammirabile perché giunge nuova all'immaginativa di chi ha provato la difficoltà delle strade, che vi conducono. E' parimenti nobile, e maestosa, perché essa è di una struttura, e di una grandezza straordinaria, degna di stare in qualsivoglia metropoli.", è ancora abitata dalla famiglia dei Principi Carpegna Gabrielli Falconieri che generosamente rendono fruibile al pubblico questo scrigno di storia e di bellezza.

 

La Famiglia

Sebbene l'origine della famiglia dei conti di Carpegna sia ad oggi sconosciuta, come sono sconosciuti gli anni nei quali ad essa furono accordate le investiture imperiali dei territorio che per secoli gli furono assoggettati, questa nobile stirpe fu presente nel territorio prima del XII secolo, periodo dal quale possono essere effettivamente documentate le vicende della famiglia.

E’ parere di molti storici del Montefeltro che dalla famiglia Carpegna derivi un'altra grande casata che dominò queste zone, quella dei da Montefeltro, un'informazione che sarebbe avvalorata sia dalla somiglianza tra gli emblemi araldici di queste due famiglie (tre bande d'argento in campo azzurro per i Carpegna e tre bande d'oro in campo azzurro per i da Montefeltro), sia da una cronaca del 1361 nella quale si afferma che <<La Casa Feltria [da Montefeltro] già nell'anno 1195 era grande e nobile nel Montefeltro, e infatti la sua prima origine derivò dalla famiglia dei Conti di Carpegna…>>.

La famiglia nel XV secolo si divise in due rami, quello di Gattara-Scavolino, che ricevette il titolo di principi imperiali nel 1686 nella persona di Ulderico di Carpegna Scavolino (estintosi nei primi decenni del XIX secolo), e quello dei di Carpegna-Castellaccia tutt'ora fiorente.

Tra i più significativi personaggi della famiglia figura il Cardinal Gaspare di Carpegna, Cardinal Vicario di ben cinque pontefici, famoso collezionista di antichità ora conservate in gran parte tra i Musei Vaticani ed il Louvre (tra i pezzi più prestigiosi figurava il favoloso Cammeo Carpegna ora in Francia), personalità alla quale si deve la costruzione del Palazzo di famiglia sito a Carpegna.

 

Nella prima metà del XVIII secolo il Conte Francesco Maria di Carpegna, nipote del Cardinal Gaspare, privo di eredi diretti (dalla moglie Ginevra Giustina Baldinotti ebbe cinque figlie) designò quale erede del cognome, del titolo e dei beni di famiglia Antonio, figlio della sua primogenita Maria Laura e del marchese Mario Gabrielli; questa decisione provocò l'indignazione del Granduca di Toscana che, per via di un'accomandigia stipulata tra i Carpegna ed i regnanti toscani nel XV secolo che prevedeva l'assorbimento del territorio della Contea da parte della Toscana in assenza di eredi maschi della famiglia Carpegna, il 10 luglio 1749 fecce occupare la contea, un'occupazione che fortunatamente durò poco poiché la legittimazione alla successione del conte Antonio di Carpegna Gabrielli fu appoggiata dal Papa, dalla Francia, dai Savoia e dal re di Spagna.

Antonio di Carpegna Gabrielli e la consorte Maria Anna Lombardi di Carpegna Gabrielli ebbero quindici figli, tra questi Gaspare, il primogenito ed ultimo conte regnante della Contea di Carpegna, Mario, dal quale discendono tutti gli altri rami della famiglia presenti in Italia, Giulio, che fece carriera nella Curia romana, ed Anna Girolama che sposò Ulderico Orsini de' Cavalieri Sannesi erede del principato di Scavolino, la coppia non ebbe figli ed alla morte di Ulderico Orsini de' Cavalieri e di Anna Girolama di Carpegna Gabrielli i beni ed i titoli già del ramo dei di Carpegna Scavolino passarono a Gaspare di Carpegna Gabrielli.

 

Gaspare, passata la temperie napoleonica durante la quale per un breve periodo la Contea di Carpegna fu assorbita nel Regno napoleonico d'Italia, fu costretto nel 1819 a cedere a Papa Pio VII la sovranità sulla contea ed i beni di famiglia in essa presenti.

Alla morte di Gaspare di Carpegna Gabrielli gli successe il nipote Luigi che sposò in prime nozze la contessa Amalia Lozano Argoli, morta in giovane età, ed in seconde nozze la contessa polacca Ludmilla Holynska. Il conte Luigi riacquistò nel 1851 tutti i beni che la famiglia aveva ceduto al Papa nel 1819, tra questi il Palazzo di Carpegna.

Nel 1859 alla morte del Cardinal Chiarissimo Falconieri, Arcivescovo di Ravenna, ultimo discendente di un'importantissima famiglia fiorentina trapiantata nell'Urbe dal Seicento, il suo intero patrimonio ed il titolo principesco della famiglia furono lasciati in eredità a Luigi che per testamento assunse il nome di Orazio ed il cognome ed il titolo principesco dei Falconieri, un titolo che fu rinnovato con successione primogenita mascolina da Re Vittorio Emanuele III.

Attualmente la famiglia di Carpegna Falconieri è composta dai figli dei Principi Francesco Maria e Isabella di Carpegna Falconieri (nata dei Principi Massimo di Arsoli): Antonio, Giovanni, Tommaso e Caterina. L'attuale capo della Casata, il Principe Antonio di Carpegna Falconieri e la consorte Clara (nata dei baroni Winspeare Guicciardi), insieme ai figli Elena e Filippo ed al resto della famiglia abitano ancora il Palazzo avito di Carpegna.

 

 

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